Lanciano Estate 2017

LANCIANO ESTATE 2017, OLTRE 120 EVENTI IN CALENDARIO

Come ogni estate da 5 anni a questa parte, Lanciano propone all’interno del calendario estivo una molteplicità di eventi culturali che spaziano dall’intrattenimento leggero a quello più impegnato, per offrire a tutti occasioni di incontro, di svago ma anche di crescita e di riflessione.

Obiettivo comune di tutte le proposte elaborate insieme alle tante preziose Associazioni che animano il tessuto sociale, culturale e commerciale della nostra Città è quello di saldare una comunità di persone ad un complesso di valori e di tradizioni che nel tempo si propongono come elemento distintivo della nostra identità.

Per questo, accanto alle iniziative che tradizionalmente rappresentano Lanciano nel mondo, come l’Estate Musicale Frentana che questa Amministrazione sostiene continuamente come manifestazione consolidata e di grande valenza culturale, intendiamo dare spazio anche ad altri progetti che possano rendere ulteriormente attrattiva una Città che, situata naturalmente tra mare e montagna, pur non essendo mèta balneare, è baricentro indiscusso di un territorio che esprime tanta vivacità.

Quest’anno, tra le novità, la volontà di promuovere e raccontare la Scuola Civica di Musica Fedele Fenaroli nell’ambito della manifestazione legata ai Giovedì dello shopping e del gusto, promossa in collaborazione con l’Assessorato al Commercio, con il supporto del Consorzio “Le Vie del Commercio” e dei Ristoratori dei quartieri storici. Piccoli concerti attraverso i quali la Città intende presentare gli eccellenti maestri che quotidianamente durante l’anno si dedicano alla formazione musicale di più di 100 allievi iscritti ai corsi.

Musica, ma non solo. Oltre al Cinema, al teatro all’aperto, alla “Notte dei bimbi di mezza estate”, alla serata anni ’50, alle manifestazioni organizzate dalle Associazioni di Commercianti, quest’anno avremo il piacere e l’onore di ospitare la prima edizione del festival “Suoni e Visioni”, una manifestazione unica ed originale per la nostra Regione che sposa la musica dal vivo con la magia delle pellicole del cinema muto.

Questo e tanto altro ancora è Lanciano Estate: un tuffo a metà fra i profumi del nostro mare della Costa dei Trabocchi e i colori forti e gentili della nostra montagna madre, la Majella. Vi aspettiamo!

Marusca Miscia Assessore alla Cultura, Turismo, Grandi Eventi e Partecipazione Comune di Lanciano (Ch)

Francesca Caporale Assessore al Commercio e Mobilità Comune di Lanciano (Ch)

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10 cose da fare a Lanciano a Pasqua

1) Assistere il Giovedì Santo, mentre la popolazione è impegnata nel rito dei Sepolcri e la visita alle chiese della Città, alla processione dei confratelli dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione di San Filippo Neri, che col volto coperto da un cappuccio nero, come nera è la tunica che indossano, con un incedere mesto e lento illuminato dalle fiaccole accompagnano, insieme alla banda che suona il Miserere del musicista Francesco Masciangelo, uno dei membri del sodalizio, scelto per antica consuetudine dal Priore, il quale rinnovando il gesto di Simone di Cirene, scalzo accolla la croce di legno percorrendo le vie della città.

2) Assistere alla processione del Venerdì Santo, aperta dall’alto e caratteristico vessillo dell’Arciconfraternita, la cosiddetta “pannarola”, che si svolge con i confratelli e le consorelle del Pio Sodalizio che a capo scoperto fanno ala al Cireneo che accolla la croce, e portano a spalla i tradizionali simboli della passione, le statue delle tre Marie e infine del Cristo Morto, il veneratissimo simulacro la cui epoca e origine è ammantata da un velo di leggenda e di mistero.

3) Ascoltare le commoventi noti del Miserere di Masciangelo che accompagna la processione unitamente al tradizionale crepitare delle raganelle, unici suoni, che al passaggio del corteo, rompono il silenzio della solenne processione del Venerdì Santo

4) Assistere all’“Incontro dei Santi” che avviene sulla piazza del Plebiscito, al mezzogiorno della domenica di Pasqua (si ripete anche il martedì dopo Pasqua) e vede protagonisti i tre simulacri di Gesù, Maria e San Giovanni, trasportati ciascuno dai membri di una confraternita, che si fanno reciproci inchini, in una sorta di reciproco saluto.

Per tre volte il gruppo dei confratelli di SS. Simone e Giuda, che portano la statua di San Giovanni, si muove avanti e indietro per tentare di convincere la Madonna, trasportata dai membri della Confraternita del Santissimo Rosario, che il Cristo è davvero risorto ma solo all’ultimo tentativo e alla “vista” del Salvatore, la cui statua viene accollata dai Confratelli dell’Arciconfraternita di Maria Santissima della Pietà e Concezione, la statua viene privata del mantello nero e, vestita di bianco e verde, corre tra il volo dei colombi e il suono delle campane verso la statua del Redentore.

5) Visitare il Miracolo Eucaristico presso la Chiesa di San Francesco, il più antico Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, essendo avvenuto, secondo quanto tramandato dalla tradizione intorno all’anno 700.

Un monaco Basiliano, dubitando durante la celebrazione della messa della presenza di Gesù nell’Eucaristia vide, tra le sue mani le specie eucaristiche mutarsi in carne e sangue.

6) Visitare la Cattedrale della Madonna del Ponte con le volte e la cupola affrescate da Giacinto Diano che eseguì anche i dipinti delle lunette e due pale d’altare tra il 1787 e il 1793.

Ai lati del presbiterio si trovano, a sinistra La regina di Saba e il re Salomone realizzata nel 1806 dall’artista Giuseppangelo Ronzi di Penne, mentre a destra, distrutta da un incendio nel 1933 l’opera originale Davide e Abigail essa è stata sostituita da un dipinto di analogo soggetto ispirato a quello perduto realizzato dal pittore Francesco De Vincentiis di Chieti.

Nella nicchia sull’altare maggiore sta la venerata immagine in terracotta della Vergine col Bambino, opera della metà del ‘400, epoca in cui la devozione popolare, aumentata nel corso dei secoli, fece sì che dalla piccola edicola con l’immagine della Vergine, ricavata in uno dei merli costruiti a difesa del ponte che nel medioevo collegava il fosso della Pietrosa congiungendo il centro urbano al prato della Fiera, per successivi ampliamenti della piccola edicola, si arrivasse, nel 1443, alla costruzione della prima cappella che andò ad occupare il ponte medievale in tutta la sua larghezza.

7) Visitare il Ponte di Diocleziano, maestosa struttura sulla quale nel corso dei secoli è stata edificata, a seguito di numerosi lavori di ampliamento, la Cattedrale e il sottostante Auditorium Diocleziano; suggeriamo una passeggiata su via dei Bastioni per apprezzare la maestosità dei due monumenti

8) Passeggiare per i vicoli di Lanciano Vecchio partendo da Piazza Plebiscito lungo via dei Frentani passando per Palazzo del Capitano, la Torre di San Giovanni, la Chiesa di S. Agostino, la cappella detta "di Ricciarella", le botteghe medievali, la chiesa e la porta di San Biagio fino a tornare in piazza passando lungo via dei Bastioni

9) Passeggiare da Piazza Garibaldi verso via Garibaldi salendo dalle Chiese di San Nicola e San Rocco, passando per Santa Maria Maggiore, Largo dell'Appelo con il Museo Diocesano, e fino ad arrivare alle Torri Montanare

10) Assaggiare i tradizionali dolci di Pasqua (cuori, pupe e cavalli) e i fiadoni

 

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XIV Festival del Teatro Dialettale

Stagione teatrale 2016/2017
XIV Festival del Teatro Dialettale - Premio città di Lanciano - “Maschera d’oro”

Il Cartellone del Teatro Fenaroli di Lanciano si aprirà il 6 novembre alle ore 17.00 con il primo spettacolo della XIV Edizione del Festival di Teatro Dialettale.

Il RINNOVO degli abbonamenti alla stagione di teatro dialettale sarà possibile SOLO giovedì 3 novembre dalle 16.30 alle 19.30; i nuovi abbonamenti ed i biglietti saranno in vendita venerdì 4 e sabato 5 novembre secondo il medesimo orario. Apertura botteghino domenica ore 15.30.

Il botteghino del Teatro sarà aperto due giorni prima di ogni spettacolo di teatro dialettale dalle ore 16.30 alle ore 19.30 e la domenica dello spettacolo dalle ore 15.30 fino ad inizio spettacolo

Per informazioni: 0872713586 

Si è svolta il 5 novembre a Lanciano la conferenza stampa di presentazione della XIV edizione del Festival del Teatro nazionale dialettale premio maschera d’oro città di Lanciano. Un appuntamento divenuto un classico per tutti gli amanti del teatro che da sempre accorrono nei pomeriggi invernali al Fenaroli; negli ultimi due anni i numeri parlano chiaro più di 100 abbonamenti venduti con una presenza costante di circa 200 spettatori a spettacolo. Grande soddisfazione per l’associazione Amici della Ribalta e per il suo presidente Ermanno Di rocco che da sempre con grande dedizione e spirito di sacrificio organizzano il festival visionando le opere delle compagnie che fanno domanda per partecipare alla rassegna, solo quest’anno più di 50 dvd, tutti di prestigio, 9 quelli selezionati provenienti da Abruzzo, Lazio, Campania, Toscana, Molise ed Umbria più una fuori concorso che chiuderà al rassegna il 26 marzo 2017 quando a calcare il palco del Fenaroli saranno i ragazzi dell’Aquilone dell’associazione ANFASS di Lanciano che porteranno in scena Il Malato Immaginario. Per questa ragione presente stamane anche l’assessore alle politiche sociali  Dora Bendotti che ha espresso tutta la sua soddisfazione per questo progetto che fa del teatro una palestra di vita accessibile ed aperta a tutti. Intervenuta telefonicamente anche l’assessore alla cultura Marusca Miscia che ha assicurato la sua presenza alle piéce ed ha ancora una volta voluto ringraziare “Gli amici” per il grande regalo che fanno alla cultura della città ospitando tante tradizioni, idiomi e culture teatrali diverse eppur simili dalla nostra.

La giuria oltre che composta dal pubblico presente in sala è quest’anno formata da : Celestina Ciarelli Presidente, Raffaella Tenaglia Lilia Giangregorio, Franca Di Vincenzo e Pasqualino Pischedda (selezionato per la giuria perché da 14 anni non ha mai perso uno spettacolo della rassegna)

L’appuntamento è per domenica 6 novembre alle 17  con il primo appuntamento “Filumena Marturano” degli amici dell’arte di Lucera.

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Il cuore di Pasqua - Easter's "heart"

Pasqua tempo di preghiere e riflessioni, ma periodo anche di festeggiamenti a tavola; e come ogni festa che si rispetti, la tradizione prevede i suoi dolci tipici. A Lanciano e in gran parte dell'Abruzzo i dolci di Pasqua sono quelli di pasta uova e farina, oppure uova e mandorle, a forma di cuore e, per i più piccoli, a forma di cavallo e pupa.
Abbiamo chiesto alla nostra amica Adriana Spoltore di regalarci un suo ricordo del periodo pasquale di quando da bambina imparava dalla mamma le tradizioni che oggi condivide con noi insieme a un commovente tributo d'amore per mamma Antonietta, unitamente alla ricetta di questi buonissimi dolci tradizionali.

Mi riaffiorano alla mente quei ricordi di bambina, quando la Pasqua la sentivo nell'aria, ma soprattutto la vedevo nelle strade, quando tutte le donne, che con i loro vassoi pieni di cuori, pupe e cavalli, andavano a fare la fila nei forni per cuocerli.
Era un rincorrersi di odori; piano piano queste scene sono andate a scomparire. Il solo pensiero mi fa sorridere a un passato in cui veramente si aveva poco, ma queste scene di vassoi (che io da bambina guardavo dal balcone) mi davano tanta felicità. Io la Pasqua la sentivo. Mia mamma riempiva la casa di dolci, ad ognuno "la pupa sé", "lu cavalle sé" e "lu core a papà". Ma guai a tagliarli prima di Pasqua: sacrilegio! "Quess se taje a Pasqua" gridava mamma. E finalmente dopo il pranzo della domenica più santa dell'anno, si compiva l'evento "il taglio". Ma nessuno voleva tagliare "la pupa sé", "lu cavalle sé": "no quelle è lu me..." Infine si tagliava "lu core di papà". Ho un tuffo al cuore soprattutto adesso che una malattia odiosa sta togliendo alla mia mamma il ricordo del passato e del presente. La voglio ringraziare per quello che ci ha dato. Ogni pupa, ogni cuore, ogni cavallo era una carezza che ci dava. Grazie mamma e buona Pasqua a tutti.

Procediamo con la ricetta le cui dosi ci permetteranno di realizzare 4 cuori di Pasqua (ma anche pupe e cavalli)

1Kg di farina 00
400 gr di zucchero
4 uova intere e 4 tuorli
2 bustine di lievito per dolci
latte
limone
1 bicchiere di olio di semi
300 gr di cioccolato fondente tagliato a pezzetti

Per la glassa: 2 albumi, 250 gr di zucchero a velo e succo di limone

Procedimento: mettere la farina a fontana e aggiungere le uova (tenere da parte gli albumi per la glassa), lo zucchero e l'olio e il lievito sciolto con un bicchiere circa di latte e la buccia grattugiata di un limone (fig. 2). Infine aggiungere il cioccolato (fig. 3). Lavorare il tutto con la forchetta (fig. 4)e con tanta pazienza senza usare le mani. L'impasto risulterà molto morbido, quindi sempre con la forchetta dividete l'impasto nelle teglie foderate con carta da forno e dare la forma desiderata (fig. 5 e 6).
Cuocere in forno ventilato a 170° per 20/30 minuti.
Per la glassa: montare a neve gli albumi e aggiungere il succo di mezzo limone e lo zucchero a velo e poi decorare a fantasia con codette colorate.

 

 

Easter is time of prayer and considerations, but is also the period of food festivities; in this period, the tradition provides its sweets. In Lanciano and largely Abruzzo Easter sweet are made of eggs and flour, or eggs and almonds, heart-shaped and, for the children, shaped like a horse or doll.
We asked our friend Adriana Spoltore to give us his memory of the Easter period when she as a child learned from her mother the traditions that today she shares with us along with a moving tribute of love for mother Antonietta, anc a recipe of these delicious traditional sweets.

Come to mind those childhood memories , when I felt Easter in the air, but most of all I saw in the streets, when all the women, who with their trays filled with hearts, dolls and horses, went to queue in bakery to cook them.
It was a succession of odors; slowly these scenes are going to disappear. The very thought makes me smile to a past in which we had really little, but these scenes of trays (which I as a child watched from the balcony) gave me so much happiness. I felt the Easter. My mother filled the house of sweets, to each of us the "pupa", the "horse" and "lu core to dad" ." But woe betide to cut them before Easter : sacrilege ! "you can cut only on Easter" cried mummy. And finally, after the holiest Sunday of the year lunch, the event was taking place , " the cut" . But no one of us wanted to cut off our own. Finally, we cut dad's "core". I have a skipped heartbeat especially now that a hated disease is taking away my mom's memory of the past and present. I want to thank her for what she gave us . Each pupa, every heart, every horse was a touch she gave us . Thanks Mom and Happy Easter to all .

Let's proceed with the recipe which doses will allow us to realize 4 hearts Easter (but also pupae and horses)

1kg of flour 00
400 grams of caster sugar
4 whole eggs and 4 egg yolks
2 sachets of baking powder
milk
lemon
1 cup of vegetable oil
300 grams of dark chocolate cut into small pieces

For the frosting : 2 egg whites , 250 grams of powdered sugar and lemon juice

Method : Put the flour and add the eggs ( keep aside the egg whites for the icing ) sugar and the oil and the dissolved yeast with about a glass of milk and the grated zest of a lemon. Finally add the chocolate . Work all with the fork and so patiently without using your hands . The dough will be very soft, then with a fork , divide it onto baking sheets lined with parchment paper and give it the desired shape.
Bake in oven at 170 degrees for 20/30 minutes.
For the frosting : whip the egg whites and add the juice of half a lemon and sugar icing and then decorate with fancy colored grains.

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