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A CENA SOTTO LE STELLE NEL CENTRO STORICO DI LANCIANO

Taste of Lanciano propone “A cena sotto le stelle nel centro storico di Lanciano” nell’ambito de “I Giovedì dello Shopping e del Gusto”, organizzati dal Comune di Lanciano, per animare le serate estive del centro città con shopping, musica e buon cibo. Per questa edizione, grazie alla collaborazione con Taste Of Lanciano, la manifestazione si arricchisce di cinque serate a tema “A cena sotto le stelle nel centro storico di Lanciano”: le serate del 13, 20 e 27 luglio e il 3 e 10 agosto prossimi vedranno un’unica tavolata ideale collegare Corso Roma a Via dei Frentani passando per Piazza Plebiscito; ciascun ristorante di queste strade, infatti, collocherà dei tavoli all’aperto proponendo un menù ad un prezzo unico. I ristoranti coinvolti sono 12 lungo le vie del centro storico per ciascuna serata.

12 RISTORANTI - 12 MENÙ - PREZZO UNICO: 15 EURO
PER LE PRENOTAZIONI CONTATTARE DIRETTAMENTE I RISTORANTI

Le serate saranno caratterizzate da un tema che coinvolgerà i partecipanti alle cene: per la prima serata del 13 luglio abbiamo previsto il tema “cena in bianco - dress code: total white”.

Le serate saranno inoltre caratterizzate da intrattenimenti musicali sia in Piazza Plebiscito che lungo Corso Roma e Via dei Frentani.

Info su: www.tasteoflanciano.com

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10 cose da fare a Lanciano a Pasqua

1) Assistere il Giovedì Santo, mentre la popolazione è impegnata nel rito dei Sepolcri e la visita alle chiese della Città, alla processione dei confratelli dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione di San Filippo Neri, che col volto coperto da un cappuccio nero, come nera è la tunica che indossano, con un incedere mesto e lento illuminato dalle fiaccole accompagnano, insieme alla banda che suona il Miserere del musicista Francesco Masciangelo, uno dei membri del sodalizio, scelto per antica consuetudine dal Priore, il quale rinnovando il gesto di Simone di Cirene, scalzo accolla la croce di legno percorrendo le vie della città.

2) Assistere alla processione del Venerdì Santo, aperta dall’alto e caratteristico vessillo dell’Arciconfraternita, la cosiddetta “pannarola”, che si svolge con i confratelli e le consorelle del Pio Sodalizio che a capo scoperto fanno ala al Cireneo che accolla la croce, e portano a spalla i tradizionali simboli della passione, le statue delle tre Marie e infine del Cristo Morto, il veneratissimo simulacro la cui epoca e origine è ammantata da un velo di leggenda e di mistero.

3) Ascoltare le commoventi noti del Miserere di Masciangelo che accompagna la processione unitamente al tradizionale crepitare delle raganelle, unici suoni, che al passaggio del corteo, rompono il silenzio della solenne processione del Venerdì Santo

4) Assistere all’“Incontro dei Santi” che avviene sulla piazza del Plebiscito, al mezzogiorno della domenica di Pasqua (si ripete anche il martedì dopo Pasqua) e vede protagonisti i tre simulacri di Gesù, Maria e San Giovanni, trasportati ciascuno dai membri di una confraternita, che si fanno reciproci inchini, in una sorta di reciproco saluto.

Per tre volte il gruppo dei confratelli di SS. Simone e Giuda, che portano la statua di San Giovanni, si muove avanti e indietro per tentare di convincere la Madonna, trasportata dai membri della Confraternita del Santissimo Rosario, che il Cristo è davvero risorto ma solo all’ultimo tentativo e alla “vista” del Salvatore, la cui statua viene accollata dai Confratelli dell’Arciconfraternita di Maria Santissima della Pietà e Concezione, la statua viene privata del mantello nero e, vestita di bianco e verde, corre tra il volo dei colombi e il suono delle campane verso la statua del Redentore.

5) Visitare il Miracolo Eucaristico presso la Chiesa di San Francesco, il più antico Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, essendo avvenuto, secondo quanto tramandato dalla tradizione intorno all’anno 700.

Un monaco Basiliano, dubitando durante la celebrazione della messa della presenza di Gesù nell’Eucaristia vide, tra le sue mani le specie eucaristiche mutarsi in carne e sangue.

6) Visitare la Cattedrale della Madonna del Ponte con le volte e la cupola affrescate da Giacinto Diano che eseguì anche i dipinti delle lunette e due pale d’altare tra il 1787 e il 1793.

Ai lati del presbiterio si trovano, a sinistra La regina di Saba e il re Salomone realizzata nel 1806 dall’artista Giuseppangelo Ronzi di Penne, mentre a destra, distrutta da un incendio nel 1933 l’opera originale Davide e Abigail essa è stata sostituita da un dipinto di analogo soggetto ispirato a quello perduto realizzato dal pittore Francesco De Vincentiis di Chieti.

Nella nicchia sull’altare maggiore sta la venerata immagine in terracotta della Vergine col Bambino, opera della metà del ‘400, epoca in cui la devozione popolare, aumentata nel corso dei secoli, fece sì che dalla piccola edicola con l’immagine della Vergine, ricavata in uno dei merli costruiti a difesa del ponte che nel medioevo collegava il fosso della Pietrosa congiungendo il centro urbano al prato della Fiera, per successivi ampliamenti della piccola edicola, si arrivasse, nel 1443, alla costruzione della prima cappella che andò ad occupare il ponte medievale in tutta la sua larghezza.

7) Visitare il Ponte di Diocleziano, maestosa struttura sulla quale nel corso dei secoli è stata edificata, a seguito di numerosi lavori di ampliamento, la Cattedrale e il sottostante Auditorium Diocleziano; suggeriamo una passeggiata su via dei Bastioni per apprezzare la maestosità dei due monumenti

8) Passeggiare per i vicoli di Lanciano Vecchio partendo da Piazza Plebiscito lungo via dei Frentani passando per Palazzo del Capitano, la Torre di San Giovanni, la Chiesa di S. Agostino, la cappella detta "di Ricciarella", le botteghe medievali, la chiesa e la porta di San Biagio fino a tornare in piazza passando lungo via dei Bastioni

9) Passeggiare da Piazza Garibaldi verso via Garibaldi salendo dalle Chiese di San Nicola e San Rocco, passando per Santa Maria Maggiore, Largo dell'Appelo con il Museo Diocesano, e fino ad arrivare alle Torri Montanare

10) Assaggiare i tradizionali dolci di Pasqua (cuori, pupe e cavalli) e i fiadoni

 

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Il cuore di Pasqua - Easter's "heart"

Pasqua tempo di preghiere e riflessioni, ma periodo anche di festeggiamenti a tavola; e come ogni festa che si rispetti, la tradizione prevede i suoi dolci tipici. A Lanciano e in gran parte dell'Abruzzo i dolci di Pasqua sono quelli di pasta uova e farina, oppure uova e mandorle, a forma di cuore e, per i più piccoli, a forma di cavallo e pupa.
Abbiamo chiesto alla nostra amica Adriana Spoltore di regalarci un suo ricordo del periodo pasquale di quando da bambina imparava dalla mamma le tradizioni che oggi condivide con noi insieme a un commovente tributo d'amore per mamma Antonietta, unitamente alla ricetta di questi buonissimi dolci tradizionali.

Mi riaffiorano alla mente quei ricordi di bambina, quando la Pasqua la sentivo nell'aria, ma soprattutto la vedevo nelle strade, quando tutte le donne, che con i loro vassoi pieni di cuori, pupe e cavalli, andavano a fare la fila nei forni per cuocerli.
Era un rincorrersi di odori; piano piano queste scene sono andate a scomparire. Il solo pensiero mi fa sorridere a un passato in cui veramente si aveva poco, ma queste scene di vassoi (che io da bambina guardavo dal balcone) mi davano tanta felicità. Io la Pasqua la sentivo. Mia mamma riempiva la casa di dolci, ad ognuno "la pupa sé", "lu cavalle sé" e "lu core a papà". Ma guai a tagliarli prima di Pasqua: sacrilegio! "Quess se taje a Pasqua" gridava mamma. E finalmente dopo il pranzo della domenica più santa dell'anno, si compiva l'evento "il taglio". Ma nessuno voleva tagliare "la pupa sé", "lu cavalle sé": "no quelle è lu me..." Infine si tagliava "lu core di papà". Ho un tuffo al cuore soprattutto adesso che una malattia odiosa sta togliendo alla mia mamma il ricordo del passato e del presente. La voglio ringraziare per quello che ci ha dato. Ogni pupa, ogni cuore, ogni cavallo era una carezza che ci dava. Grazie mamma e buona Pasqua a tutti.

Procediamo con la ricetta le cui dosi ci permetteranno di realizzare 4 cuori di Pasqua (ma anche pupe e cavalli)

1Kg di farina 00
400 gr di zucchero
4 uova intere e 4 tuorli
2 bustine di lievito per dolci
latte
limone
1 bicchiere di olio di semi
300 gr di cioccolato fondente tagliato a pezzetti

Per la glassa: 2 albumi, 250 gr di zucchero a velo e succo di limone

Procedimento: mettere la farina a fontana e aggiungere le uova (tenere da parte gli albumi per la glassa), lo zucchero e l'olio e il lievito sciolto con un bicchiere circa di latte e la buccia grattugiata di un limone (fig. 2). Infine aggiungere il cioccolato (fig. 3). Lavorare il tutto con la forchetta (fig. 4)e con tanta pazienza senza usare le mani. L'impasto risulterà molto morbido, quindi sempre con la forchetta dividete l'impasto nelle teglie foderate con carta da forno e dare la forma desiderata (fig. 5 e 6).
Cuocere in forno ventilato a 170° per 20/30 minuti.
Per la glassa: montare a neve gli albumi e aggiungere il succo di mezzo limone e lo zucchero a velo e poi decorare a fantasia con codette colorate.

 

 

Easter is time of prayer and considerations, but is also the period of food festivities; in this period, the tradition provides its sweets. In Lanciano and largely Abruzzo Easter sweet are made of eggs and flour, or eggs and almonds, heart-shaped and, for the children, shaped like a horse or doll.
We asked our friend Adriana Spoltore to give us his memory of the Easter period when she as a child learned from her mother the traditions that today she shares with us along with a moving tribute of love for mother Antonietta, anc a recipe of these delicious traditional sweets.

Come to mind those childhood memories , when I felt Easter in the air, but most of all I saw in the streets, when all the women, who with their trays filled with hearts, dolls and horses, went to queue in bakery to cook them.
It was a succession of odors; slowly these scenes are going to disappear. The very thought makes me smile to a past in which we had really little, but these scenes of trays (which I as a child watched from the balcony) gave me so much happiness. I felt the Easter. My mother filled the house of sweets, to each of us the "pupa", the "horse" and "lu core to dad" ." But woe betide to cut them before Easter : sacrilege ! "you can cut only on Easter" cried mummy. And finally, after the holiest Sunday of the year lunch, the event was taking place , " the cut" . But no one of us wanted to cut off our own. Finally, we cut dad's "core". I have a skipped heartbeat especially now that a hated disease is taking away my mom's memory of the past and present. I want to thank her for what she gave us . Each pupa, every heart, every horse was a touch she gave us . Thanks Mom and Happy Easter to all .

Let's proceed with the recipe which doses will allow us to realize 4 hearts Easter (but also pupae and horses)

1kg of flour 00
400 grams of caster sugar
4 whole eggs and 4 egg yolks
2 sachets of baking powder
milk
lemon
1 cup of vegetable oil
300 grams of dark chocolate cut into small pieces

For the frosting : 2 egg whites , 250 grams of powdered sugar and lemon juice

Method : Put the flour and add the eggs ( keep aside the egg whites for the icing ) sugar and the oil and the dissolved yeast with about a glass of milk and the grated zest of a lemon. Finally add the chocolate . Work all with the fork and so patiently without using your hands . The dough will be very soft, then with a fork , divide it onto baking sheets lined with parchment paper and give it the desired shape.
Bake in oven at 170 degrees for 20/30 minutes.
For the frosting : whip the egg whites and add the juice of half a lemon and sugar icing and then decorate with fancy colored grains.

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Pizz e foje (pizza e verdure)

"Pizz e foje" chiamato anche "pizz e minestr" è un piatto della tradizione culinaria lancianese.

{lang it}L'inverno è la stagione ideale per preparare questo piatto della tradizione culinaria lancianese. E' una pietanza immancabile nelle case delle famiglie di Lanciano; si prepara a partire da ingredienti semplici e genuini e il risultato è buonissimo oltre che salutare.
Gli ingredienti necessari sono: verdure miste di stagione (broccoletti, cicoria, verza, borragine... e tutte le verdure di misticanza disponibili), farina di mais, peperone secco dolce, aglio, alici o sardine sott'olio, sale (foto 1).

Il risultato finale si otterrà mescolando le verdure lessate e ripassate in padella, con pezzi di pizza di "randinie" (granturco in dialetto) e pezzi di peperone secco fritto.

Si comincia con lessare le verdure in poca acqua salata (foto 2), intanto si prepara la pizza disponendo la farina a fontana e versando al centro dell'acqua molto calda e un filo d'olio evo (foto 3 e 4); impastare fino ad ottenere un panetto morbido (foto 5 e 6). Secondo tradizione la cottura della pizza andrebbe fatta al caminetto sotto al coppo, tuttavia andrà bene cotta anche sulla "frizzora" (padella di ferro o antiaderente) (foto 7) oppure ancora al forno in una teglia.

{gallery}83:100:70:0:0{/gallery}

Mentre la pizza cuoce preparare un soffritto di olio evo, aglio e peperone secco a pezzi che dovra' essere tolto dal fuoco appena tostato e messo da parte (foto 8); aggiungere al soffritto le alici o le sardine.

Aggiungere le verdure lessate e far insaporire, aggiungendo eventualmente poca acqua calda; salare a piacere (foto 9). Al termine della cottura aggiungere la pizza sbriciolata e i pezzi di peperone secco messi da parte in precedenza (foto 10 e 11).

Una variante è quella di servire pizz e foje unitamente a sarde fritte.

 

{/lang}

{lang en}Winter is the perfect season to prepare this dish of the culinary tradition of Lanciano. It's a fundamental dish in the families' homes of Lanciano, prepared from simple ingredients, and the result is delicious as well as healthy.
The ingredients needed are: seasonal mixed vegetables (broccoli, chicory, cabbage, borage... and all of mixed vegetables available), corn flour, dried sweet pepper, garlic, anchovies or sardines in oil, salt ( photo 1 ) .

You'll get the final result by mixing the boiled and pan-fried vegetables, with pieces of "randinie" pizza (maize in the local dialect) and pieces of fried dry pepper.

Begin by boiling vegetables in a little salted water (photo 2), meanwhile, prepare the pizza by placing the flour and pouring very hot water in the middle and a drizzle of extra virgin olive oil (photo 3 and 4); knead until you obtain a soft dough (picture 5 and 6). According to tradition cooking pizza should be made to the tile under the fireplace, but will be well cooked even on "frizzora" (iron or non-stick pan) (photo 7) or even baked in a pan.

{gallery}83:100:70:0:0{/gallery}

While the pizza is cooking, prepare a sautéed with olive oil, garlic and dried pepper into pieces that must be removed from the heat and set aside as soon as roasted (photo 8), add the anchovies or sardines.

Add the boiled vegetables and cook, eventually adding a little hot water and salt as required (photo 9). At the end of cooking, add the crumbled pizza, and pieces of dried pepper set aside earlier (photos 10 and 11).

A variation is to serve "pizz e foje" together with fried sardines.

{/lang}

 

 

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